BRASILE, UNA REALTA' EMERGENTE di Nicola Ferrazzano
12/06/2016
Il Brasile è il più grande stato dell'America latina e ha una superficie di 8.511.965 kmq pari a 28 volte l'Italia.Il Brasile è una terra meravigliosa e ricca, per le spiagge, per il sole, le isole, la musica, per il suo Carnevale, per le sue foreste tropicali, per il calcio, per l'allegria e la cordialità della sua popolazione, per la bellezza delle sue donne, per la cucina variegata, per i suoi frutti tropicali e... per la nascente passione riservata alla viticoltura di qualità rivolta soprattutto agli spumanti.
Il Brasile è un'unione federale di 26 stati più un distretto federale che ospita la capitale Brasilia, ma solo 5 stati costituiscono il "terroir" vitivinicolo brasiliano: Pernambuco - Bahia - Paranà - Santa Catarina - Rio Grande do Sul.
Ma per meglio comprendere questa realtà vitivinicola, ricordiamo che attualmente la maggior produzione alcolica in Brasile (escludendo la birra) è riservata alla "Cachaca", un'acquavite ottenuta dalla distillazione del succo concentrato e fermentato della canna da zucchero. Esistono oltre 4.000 (quattromila) marche e 30.000 produttori, ma di questa realtà ne parlerò in un altro articolo.
Il vino comune, comunque, anche un pò rude, faceva già parte del patrimonio della città di San Paulo sin dal 1640. Infatti troviamo un Atto della Camera Federale dello Stato che tendeva a standardizzare sia la qualità che i prezzi dei vini ivi prodotti.
Ma il vero inizio della "industria vinicola brasileira" fu nel 1870-1875 per opera di noi italiani. In quel periodo in Italia si vivevano giorni di miseria, incertezze ed amarezza così da indurre un gruppo di emigranti veneti, lombardi e trentini a cercare di realizzare il loro sogno dorato con l'acquisto di un appezzamento di terreno in Brasile. Questo flusso migratorio durò circa 10 anni. Questi "vigneron" iniziarono con l'uva americana Isabel e fecero in modo che il vino brasiliano uscisse dalla produzione familiare e diventasse un vero commercio. E ancora oggi, queste famiglie italiane, rappresentano una grande e forte realtà nel panorama vitivinicolo brasiliano: Miolo, Pizzato, Dal Pizzol, Dom Candido, Dom Giovanni, Valduga , Lidio Carraro, Pedrucci e molti altri.
Il Brasile, comunque, in questo fase di crescita enologica nazionale, insieme agli Stati Uniti d'America, all'Inghilterra e al Giappone, è tra le quattro nazioni al mondo che importa vino da tutto il mondo.
Passiamo ora ad analizzare nel dettaglio questa nascente realtà valutando il Terroir del Brasile dal nord più caldo al sud più freddo con gelate.
Il Brasile attualmente possiede 4 DO (Denominaçao de Origem): Vale dos Vinhedos (RS), Pinto Bandeira (RS), Vale dos Altos Montes (RS) e Vales da Uva Goethe (SC).
NORDESTE (Pernabuco e Bahia) - Le zone di produzione sono divise nei due stati limitrofi di Pernambuco (verso nord) e di Bahia (verso sud) entrambi con altitudini che raramente superano i 400 m. Questa macro regione, tra i paralleli 8° e 9° di latitudine sud, possiede tre caratteristiche uniche:
a) temperatura media annuale intorno a 26°C gradi
b) un clima secco ma compensato da una grande disponibilità di acqua per l'irrigazione
c) la possibilità di effettuare più di un raccolto all'anno
Inizialmente la coltivazione era destinata alla produzione di aceto, per poi voltare gradualmente alla produzione di vino i cui risultati non cessano di sorprendere gli stessi brasiliani oltre che gli stranieri del Portogallo in particolare. Specie dopo che si stanno superando tutti gli argomenti contro la bassa qualità dovuta alla raccolta dell'uva più di una volta all'anno.
Attualmente vengono coltivati lo Syrah, il Petit Verdot e il Touriga Nacional per i vini rossi mentre per i bianchi il Moscatel e il Chenin Blanc
Tutti i vini del Nordeste debbono essere bevuti giovani.
PARANA' - E' il primo stato del sud del Brasile ma anche il più giovane nella vocazione della produzione di vino di qualità. L'intensa migrazione italiana nelle città di Curitiba e Colombo, fecero del vino una presenza costante sulle tavole dei "paranaenses". E' una regione fredda, pianeggiante e ben irrigata, famosa per la produzione di soia e mais, dove i filari di uva si inseriscono ancora discretamente.
Una parte della produzione è concentrata a Toledo, quasi nell'estremo ovest dello stato, in un pianoro con dolci declivi, ad un'altitudine di poco superiore ai 500 metri. Lì le estati sono molto calde, le gelate molto rare e la temperatura media annuale è di 19° C.
Già nella città di Colombo l'altitudine è di circa 1.000 metri sopra il livello del mare e il rilievo è montagnoso, con un clima più freddo e soggetto alle gelate.
Sono coltivati soprattutto Cabernet Sauvignon e Chardonnay
SANTA CATARINA - Freddo ed altitudine. Pochissimi terroir nel Brasile sono tanto condizionati dal clima, dall'orografia e dalla geografia di questo stato. Le temperature più basse di tutto il Brasile sono concentrate nella città di Urubici che dista appena 57 km da San Joaquim, dove si trovano il maggior numero viticoltori dello Stato. Le temperature sotto zero sono molto comuni e la media annuale è la più bassa di tutto il paese.
Il vitigno maggiormente utilizzato è il Cabernet Sauvignon, ma anche il Pinot Nero e il Sangiovese
E' anche in questo Stato così freddo che viene prodotto il primo "Icewine" dell'America Latina dall'Azienda Pericò.
A questo Stato appartiene la DO (Denominaçao de Origem) "Vales da Uva Goethe": fu anche qui un emigrante italiano (José Trevisol) che iniziò la produzione dei primi vini con uva Goethe. L'uva Goethe è un'uva bianca, il risultato di un incrocio tra l'uva Moscatel e l'uva Isabel. Quest'uva ricevette il nome di uva Goethe in omaggio allo scrittore e compositore tedesco Johann Wolfgang von Goethe. Ma gli emigranti italiani preferivano chiamarla "uva bianca di Urussanga. L'area è molto piccola, appena 40 ettari, delimitata dai comuni di Urussanga, Pedras Grandes, Cocal do Sul, Morro da Fumaça, Orleans e Treze de Maio.
Nei vini bianchi, oltre all'uva Goethe, anche il Sauvignon Blanc inizia a dare buon risultati
RIO GRANDE DO SUL - nello Stato del Rio Grande do Sul è concentrata la maggior produzione (circa il 90%) di tutto il vino brasiliano. Ma solo negli ultimi due decenni questo Stato si è votato alla cultura del vino di qualità e all'utilizzazione di tecnologia nelle cantine.
Tutta l' area dello Stato si trova in una zona temperata con clima subtropicale umido le cui temperature medie annuali rimangono sotto i 20° C, con estati calde ed umide ed inverni freddi e secchi con gelate.
Le zone di produzione si dividono in quattro subregioni:
1) Campos de Cima da Serra con inverni molto rigidi e gelate tardive
2) Serra Gaucha, è la subregione più famosa, nel parallelo 29° Sud, con tre zone vitivinicole tra le più famose del Brasile, tutte e tre con la DO (Denominaçao de Origem)
a) "Vale dos Vignedos": con un'altitudine media di 600 metri, clima freddo e umido d'estate. Questa zona è stata la prima ad ottenere la IP (Indicação de Procedencia) e dal mese di settembre 2012 ha anche ottenuto la prima DO (Denominação de Origem). La "Vale dos Vignedos" è il terroir più conosciuto in Brasile, occupa un'area di 81 Kmq ma solo (per il momento) 21 Kmq sono coltivati a vite tra le città di Bento Goncalves, Garibaldi e Monte Belo do Sul con un clima montagnoso ed un'altitudine media di 742 metri. Oggi questa subregione può contare sull'apporto di 31 case vinicole, molte delle quali ancora nelle mani delle famiglie di migranti italiani (Miolo e Casa Valduga).
E' zona di produzione di grandi spumanti da Chardonnay e Pinot Nero o anche Blanc de Blanc. Nei vini rossi eccelle il Merlot.
b) "Pinto Bandeira": è un distretto del comune di Bento Gonçalves. E' stata costituita anche un'Associação dos Produtores de Vinho de Pinto Bandeira (Asprovinho) di cui fanno parte le aziende più famose: Pompéia, Geisse, Aurora, Don Giovanni, Valmarino e Terraças. Ha ottenuto la DO (Denominação de Origem).
c) "Vale dos Altos Montes": ha ottenuto anch'essa la DO (Denominação de Origem). Ha una superficie di 173,84 kmq dei quali i due terzi sono localizzati a Flores de Cunha e il restante terzo a Nova Padua. L'area è situata ad un'altezza minima di 550 m. e massima di 885 m. Le principali aziende sono: Nova Aliança, Terrasul, Fabian, Luiz Argenta, Viapiana, Panizzon, Mioranza, Valdemiz, Salvador, Oremus e Casa Venturini.
I vitigni utilizzati in questa Subregione sono il Syrah, Teroldego, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Pinot noir, Tannat, Merlot, Sangiovese, Pinotage e Ancellotta per i vini rossi, mentre il Gewürztraminer, Riesling italico, Sauvignon Blanc, Viognier, Chardonnay, Moscatel, Moscato Branco, Moscato Giallo, Trebbiano, Malvasia Bianca, Malvasia de Candia, Sémillon, Peverella per i vini bianchi e per gli spumanti.
Ma sono, sopratutto, gli spumanti del Brasile che godono di un maggior apprezzamento sia in loco che negli altri Stati dell'America Latina. La produzione degli spumanti rappresenta il 37% di tutta la produzione vitivinicola brasiliana con i suoi tre processi di spumantizzazione: metodo classico (o champenoise), metodo Charmat (il più diffuso) e il metodo Asti (un'unica fermentazione interrotta quando il vino base raggiunge una gradazione alcolica tra il 7% e il 10% con un residuo zuccherino nell'ordine di 65-80 g per litro). Per quest'ultimo processo in Brasile si utilizzano uva Moscatel o Moscato Branco
3) Serra do Sudeste - subregione con il clima più stabile di tutto lo Stato. E' l'area prediletta da molti produttori per gli inverni lunghi ed estati molto secche.
4) Campanha Gaucha - a cavallo dei confini con il Brasile, l'Uruguai e l'Argentina, ha un clima più continentale che tropicale, zona ideale per i vini rossi facendo di questa subregione una delle più interessanti per una produzione in grande scala.
Qui di seguito una selezione dei migliori vini Brasiliani fatta da un gruppo di sommelier locali (Juliana Reis, Hong Sup Kim, Silvia Mascella Rosa) dopo una degustazione alla cieca di oltre 263 etichette così suddivise: 102 spumanti, 48 vini bianchi e 113 vini rossi.
SPUMANTI
Adolfo Lona Brut Rosè Charmat (Az. Adolfo Lona): colore salmone con perlate intenso, sentori di lampone, fragola e goiaba (frutto tropicale brasiliano).
Bueno Cuvée Prestige 2009 (Az. Bueno State): spumante prodotto con Chardonnay e Pinot Noir, colore giallo paglierino con perlage fino, delicato ed intenso. Al naso rivela tipici aromi di frutta bianca e secca con note floreali e minerali.
Don Giovanni Brut (Az. Don Giovanni): colore giallo paglierino con perlage fino, intenso e persistente. Aromi di frutti tropicali e frutta secca con note floreali.
Don Giovanni Ouro (Az. Don Giovanni): colore giallo dorato con intensa e minuta effervescenza. Aromi di miele, crosta di pane e un sottile tocco di ossidazione
VINI BIANCHI
Gran Reserva Chardonnay 2010 (Az. Casa Valduga): aromi di frutta tropicale come ananas e lime. Passato in legno per pochi mesi
Reserva Chardonnay 2010 (Az. Casa Venturini): equilibrato, fresco, di colore giallo paglierino brillante con aromi di frutti tropicali maturi e sentori floreali.
Chardonnay Reserva Especial 2006 (Az. Cordigliera de Sant'Ana): vino strutturato ed elegante di colore giallo paglierino e aromi complessi di frutta tropicale matura come l'ananas, oltre a note floreali e minerali. Presente anche la vaniglia per il passaggio in legno.
Chardonnay 2009 (Az. Villaggio Grando): vino elegante, equilibrato, di colore giallo paglierino con riflessi verdastri, e i suoi sentori sono complessi anche se non ha fatto legno: frutti tropicali, vaniglia e nocciole.
VINI ROSSI
Syrah 2010 (Az. Almaunica): di colore rosso rubino intenso e limpido. Aromi di frutta rossa e mirtilli neri con nota leggera di legno. Tannino ben marcato ma di estrema eleganza. Retrogusto persistente di caffè tostato e more.
Teroldego 2005 (Az. Angheben): rosso rubino scuro con aromi terrosi ed erbacei (leggero basilico) e note di prugne. Giusta tannicità e complessità .
Churchill Cabernet Franc 2008 (Az. Valmarino): vino stagionato in botte di rovere nuovo americano. Di colore rosso rubino brillante con sentori di frutta, legno e terra fresca. In bocca sapore delicato, intenso con sentori di pepe e prugne.
Miolo Lote 43 2008 (Az. Miolo): vino equilibrato, di colore rosso rubino intenso con aromi complessi di frutta matura rossa e nera, note tostate e speziate, con un tocco minerale e di liquirizia. Tannini equilibrati.
Pizzato DNA99 2005 (Az. Pizzato): prodotto da una vigna speciale di un vigneto familiare, è di rara eleganza e intensità, con sentori di more e mirtilli neri, di colore rosso rubino scuro intenso, quasi nero. Denso e strutturato deve ancora maturare in bottiglia.
Zelindo 2008 (Az. Suzin): vino equilibrato di colore rosso rubino con riflessi violacei e aromi complessi di frutta nera matura e di marmellata, note speziate. In bocca buon equilibrio con il sentore di legno e tannini maturi.
Utopia 2006 (Az. Quinta de Santa Maria): aromi complessi in un buon equilibrio tra i sentori di frutta e di legno, colore rosso rubino carico. In bocca sentori balsamici con eccellente struttura.





