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I PARAMETRI DI VALUTAZIONE DEL VINO SONO AFFIDABILI?

Emanuele Fiorio (winenews.it)

25/03/2020
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Sono molteplici gli interrogativi che riguardano le dinamiche di valutazione dei vini durante i concorsi enologici. Christian Wolf ha deciso di provare a dare una risposta a queste incognite.

Le dinamiche di valutazione dei vini durante i concorsi enologici lasciano spesso dubbi e ambiguità riguardo al loro rigore ed oggettività.
Alcuni ritengono che i risultati siano influenzati dal background culturale, dal genere, dalla nazionalità, dall’età del giudice ma rimangono aperti molti interrogativi dato che non si tratta di una scienza esatta.

Christian Wolf, “tasting director” di Meininger Verlag e organizzatore di MUNDUS VINI (uno dei più grandi concorsi enologici d'Europa), ha deciso di provare a dare una risposta ad alcuni di questi interrogativi.

Due volte all'anno, MUNDUS VINI riunisce più di 280 giudici internazionali suddivisi in gruppi di sei o sette componenti.

Per l'edizione estiva del 2019, Wolf ha creato otto gruppi speciali: c'era una tavola di donne, una tavola di uomini, una tavola di tedeschi, una tavola con giurati più anziani, un gruppo di giurati più giovani, una tavola per gli operatori del commercio del vino, una tavola di sommelier e una tavola di scrittori specializzati.

Ad ogni gruppo è stata assegnata una degustazione di vini che veniva assegnata anche ad un altro tavolo, i singoli vini venivano presentati 2 volte e consegnati a diverse giurie. Indipendentemente dall'età, dal sesso o dalla nazionalità, i vini ricevevano gli stessi punteggi.

"E' stato molto interessante vedere che il punteggio assegnato dai giudici di quei tavoli così eterogenei, composti da giovani e vecchi, maschi e femmine, era davvero molto simile", ha detto Wolf.

C'è stata un'eccezione, i punteggi hanno subito variazioni importanti quando si trattava di Brettanomyces (lieviti associati che causano la contaminazione soprattutto dei vini rossi invecchiati in botte). I giudici più anziani penalizzavano i vini di Brett maggiormente rispetto ai giudici più giovani.

Wolf non è sicuro se questo sia dovuto al fatto che i giudici più anziani hanno l'esperienza per riconoscerlo, o perché i giovani degustatori sono più aperti.
"Nel complesso, è stato interessante vedere che più alta è la professionalità delle persone che si invitano, meno importante è la loro età, il loro sesso, la loro origine o la loro professione", ha detto Wolf.

Wolf ha fatto diversi esperimenti durante il 2019, a giugno dell’anno scorso ha anche organizzato MUNDUS VINI Nordic in collaborazione con il German Wine Institute. Tenutosi a Copenhagen, ha ospitato più di 50 professionisti del vino provenienti da tutta la Scandinavia, che hanno assaggiato e valutato circa 660 vini di 200 produttori tedeschi. Tra questi vini ce n'erano alcuni che avevano già vinto delle medaglie durante la degustazione tenutasi in primavera.

"È stato interessante vedere che i risultati del punteggio sono stati quasi gli stessi", ha detto Wolf. Ha detto che se un vino aveva vinto una medaglia d'oro alla degustazione di primavera, ne avrebbe vinta una anche nella competizione nordica.

Il suo pensiero trova riscontri nello studio dello statistico Jeffrey Bodington, pubblicato sul Journal of Wine Economics nel 2017, che ha analizzato i risultati di 23 concorsi vinicoli. Ha trovato che i giudici di sesso maschile e femminile hanno assegnato più o meno gli stessi punteggi.

"Non riesco a trovare una differenza statisticamente significativa tra i punteggi assegnati agli stessi vini da giudici uomini, giudici donne o giudici di nazionalità diversa", ha dichiarato a Meininger.

Per quanto riguarda la questione se sia l'educazione o l'esperienza a fare la differenza, Bodington ha scritto: "Temo che l’esperienza da sola possa non valere molto. Credo che una buona educazione enologica possa contare molto di più di anni di esperienza".

La prospettiva di Wolf trova conforto negli studi di Bodington, ma non nei risultati dello statistico Robert Hodgson.

Nel 2005 Hodgson ha convinto gli organizzatori della California State Fair a lasciargli proporre campioni dello stesso vino per ben 3 volte, anziché 2. In altre parole ai giudici sono stati presentati gli stessi vini per tre volte. Hodgson ha concluso che "il caso ha molto a che fare con i premi che i vini vincono", come ha ribadito più tardi al quotidiano britannico The Guardian.

MUNDUS VINI utilizza una versione modificata del sistema di giudizio dell' OIV (International Organisation of Vine and Wine), in cui i giudici si concentrano su un vino alla volta, piuttosto che confrontarli con altri in successione. I giudici devono anche compilare una scheda dettagliata, valutando i vini su una serie di attributi specifici. Wolf ritiene che il sistema di punteggio, spesso criticato perché burocratico, sia la chiave per ottenere risultati coerenti. "Non si può decidere semplicemente di dare a un vino 93 punti", ha detto. "Bisogna passare attraverso un processo e concentrarsi su diversi aspetti. Quando poi guardiamo le schede, possiamo capire perché un giudice ha assegnato il punteggio al vino nel modo in cui l'ha fatto".

Wolf ha riferito che i risultati sono così consistenti che MUNDUS VINI è in grado di dare ai produttori feedback su ciò che i giudici pensano dei vini. "Possiamo mostrare loro dove il vino era eccellente, dove era buono e dove, secondo noi, non era così valido come poteva essere". I produttori ottengono anche un grafico a ragnatela degli attributi del vino, in modo da poter confrontare le prestazioni del loro prodotto rispetto agli altri.
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